Dal Santuario della Madonna del Canneto,
posto nel cuore del luogo frequentato dagli operatori del mare,
sento l’esigenza di intervenire per dar voce a questo settore
della vita della nostra città che sta vivendo un periodo di grande sofferenza.
E’ un mondo complesso e variegato al centro di un crisi
che si ripercuote su tutto il sistema economico,
che dà vita a centinaia e centinaia di famiglie.
Esso è sollecitato ad adeguare mezzi e strumenti,
che coinvolgono l’intera filiera, alle nuove leggi provenienti dalla Comunità Europea.
Faccio solo un esempio che riguarda una categoria che proprio in questi giorni
si trova ad affrontare il rispetto di una, pur giusta, normativa.
Sono i pescatori che usano il palangaro (conzi) come attrezzo di pesca.
Devono armare con esca fresca le migliaia di ami che serviranno per la cattura dei pesci.
Una volta fatta questa operazione hanno bisogno di mettere in una cella
frigorifera le ceste con l’esca pronta per poi riprenderla al momento opportuno.
La normativa vieta che possano servirsi delle celle dei magazzini esistenti.
Ma non esistono celle appositamente create per questa esigenza.
E allora?
Sono costretti a tornare indietro di decine di anni fa quando il
palangaro veniva armato poco prima di prendere il mare per la pesca.
E quando rientrano anticipatamente perché le condizioni del mare non permettono la pesca?
Poiché non ci sono le celle adeguate l’esca viene tolta e gettata via.
Con un spreco notevole di tempo, fatica e denaro.
E’ solo uno dei tanti problemi.
Le varie ispezioni che si alternano e che vedono volta per volta la presenza
della Capitaneria di Porto, la Commissione della Comunità Europea, i NAS, l’ASL, i Carabinieri,
ciascuno per le proprie competenze, non fanno che mettere in risalto
l’esigenza di un ammodernamento del sistema pesca.
L’ultima ispezione ha visto sequestrati 100 Kg di pesce di qualche magazzino
che stava facendo l’asta del pescato all’aperto.
In verità si trattava di pesce appena sbarcato dalla paranza.
In questi ultimi mesi sono stati anche sanzionati i venditori di ricci
e qualche piccolo pescatore che vendevano in luoghi non appropriati il frutto del loro lavoro.
Mentre è doverosa l’opera di chi ha il compito di vigilare perché sulle nostre tavole
arrivi un prodotto sano e sicuro, è altrettanto doverosa l’opera di chi è chiamato a dare risposte
strutturali serie alle tante esigenze di questa categoria.
Si parla da anni del mercato ittico all’ingrosso, e del porto peschereccio.
Sono strutture la cui carenza sta rendendo sempre più difficile la vita di coloro
che vivono del mare. Quando ero piccolo ricordo che mio nonno, mio padre e i miei zii,
come tutti gli altri pescatori, avevano da confrontarsi solo con la clemenza o meno del tempo,
con il mare, i venti, la fatica del remare, i delfini che strappavano le reti…
Oggi i pescatori, pur avendo mezzi più moderni, devono lottare
non solo contro un mare diventato sempre più avaro
ma si sentono anche impigliati in una serie di normative, pur giuste e legittime
ma che rendono ancora più difficile il loro lavoro.
Il problema è che ogni singolo operatore,
mi sembra, sia lasciato solo a risolvere questi problemi.
Mi sembra urgente uno studio serio di tutta questa realtà
che veda coinvolte tutte le Istituzioni interessate,
che approfondisca il ruolo delle cooperative,
che ascolti le problematiche di ogni singola categoria della pesca:
dai pescatori di ricci di mare, alle piccole barche, ai palangari, ai “paranzoli”, ai magazzini.
Uno studio serio che dopo aver analizzato l’esistente, programmi un futuro
che sia adeguato alle nuove esigenze, che dia serenità e dignità a chi lavora duramente
per strappare al mare il pane quotidiano per la sua famiglia.
E’ utopia pensare ad un tavolo che vede insieme amministratori della città,
i nostri rappresentanti a livello provinciale, regionale e parlamentare,
uniti a cercare e dare le risposte adeguate?
Ritengo che sia non utopico, ma doveroso il farlo.
E’ la prima volta, dal dopoguerra ad oggi, che abbiamo rappresentanti
gallipolini nei vari livelli di responsabilità istituzionale.
Questo quindi è il momento favorevole.
A chi spetta muoversi per primo?
Il Rettore
Sac. Gigi De Rosa